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DOMENICA 11.07.2021 dopo la vittoria della nostra nazionale di calcio, ci siamo riversati in strada a condividere entusiasmo e gioia, a condividere la NOSTRA VITTORIA. Ero per strada con la bandiera che sventolava dal finestrino aperto della mia macchina. L'asta impugnata da mio figlio quindicenne, il promotore del raid, il più entusiasta dell'equipaggio, sosteneva il vessillo nazionale. La gente giù dai marciapiedi sfilava, affiancando le macchine che marciavano lentamente. Gente "impavida", strombettava e strillava senza riserve il nostro inno nazionale alternato al brano - Una notte italiana (conosciuto anche come "notti magiche) di Nannini - Bennato, del mondiale del '90. Tanto entusiasmo, tanta motivazione, tanto ardore; grandi, piccoli, uomini, donne, un entusiasmo GENERALE. 

Tornato a casa, il mio equipaggio era già dentro, io seduto sul gradino fuori dal portone d'ingresso aperto alle mie spalle, al fresco della notte e col naso puntato alle stelle, mi crogiolavo sereno snocciolando le attività del programma intenso dell'indomani, il fatidico lunedì della nuova settimana che iniziava; La solita gioia accompagnava l'idea di iniziare nuove attività e concluderne alcune di quelle in corso.

E' stato istantaneo il parallelo: ma nei cantieri che dirigo, tra i fornitori nuovi e abituali, negli artigiani, negli impiegati, nei direttori d'azienda, nella "selezione" di nuovi semplici operai, nelle persone che incontro e che invito per conoscere la nostra FANTASTICA accademia di crescita personale, in tutti questi, TUTTO L'ENTUSIASMO, l'euforia, la gioia VISTA per strada  per la VITTORIA DELLA NAZIONALE DI CALCIO come si dissipa? Dove finisce? Dove e perché per una cosa che riguarda LA LORO PARTITA svanisce quella fantastica sensazione di benessere ( e devo aggiungere ... che dipende poi solo da noi!)?

Non ho potuto fare a meno di notare come sia stridente il confronto tra lo stato emotivo scaturito dall'episodio della vincita (in fin dei conti di altri) e le emozioni che si possono riscontrare nel quotidiano di molte persone, TROPPE. La vincita di altri, dicevo: sì, perché in fin dei conti sono certamente una selezione DI ATLETI scelti tra tutti noi, un gruppo di italiani selezionati tra tutti, abili a giocare a calcio, atleti meravigliosi, ma anche animi coraggiosi, determinati, amorevoli col prossimo (i compagni). Una selezione certo, ma ci rappresenta? Rappresenta quanti di noi? 

Sin dai primi passi sociali, siamo programmati alla riservatezza, alla difesa, all'attenzione sugli altri, alla paura per l'ignoto.
Queste PROGRAMMAZIONI possono rilegarci ad una "EDUCAZIONE " che non è RISPETTO ma inibizione dell'entusiasmo e della gioia? Si può rispettare profondamente IL NOSTRO PROSSIMO non rinunciando alle emozioni DIROMPENTI anzi condividendole con la grinta che domenica dopo la partita dell'Italia è uscita da TUTTI TUTTI TUTTI? Possono quelle emozioni, essere gestite e trasformate in LAVORO, ATTIVITÀ, SOCIALITÀ, in ognuna delle nostre azioni quotidiane? Si può fare? 

Come non ricordare, le timidezze e remore di molti di noi già ai primi giorni di scuola (elementari, medie, superiori) o da adulti nelle aule ai primi corsi collettivi (università, corsi di guida, specializzazione, formazione, ecc.); l'insicurezza per una semplice alzata di mano, la soggezione per la richiesta di un chiarimento, l'esitazione prima di un'intervento, le indecisioni per le scelte, la pigrizia nel rimandare a DOPO un'attività fattibile ORA, la pretesa del RISPETTO prima dell'offesa, il ripiegare in difesa invece che attaccare con la grinta del CAMPIONE (non del TIFOSO). 

Possiamo o no essere predisposti al successo? Possiamo o no cancellare le abitudini "depotenzianti" e liberare il nostro "potenziale"? Possiamo o no essere i principali beneficiari delle nostre scelte? Siamo o no, tutti in grado di vincere su tutto? Noi siamo o no tutti eroi?  Potremmo o no essere stati proprio noi, in quel campo, la sera dell' 11 luglio del 2021 o una sera analoga di quelle passate o delle future che con certezza ci saranno ancora? Potranno essere o no, i nostri figli, in quel campo a giocarsi la loro gloria? Potremo noi tutti essere metaforicamente in un campo come quello, a correre e dare fino all'ultimo respiro, a dare le energie necessarie per VINCERE? QUALE SAREBBE LA NOSTRA VITTORIA? Sappiamo dargli una forma? Quali scelte fare per costruire un percorso giusto per trovarci al centro di quel campo di gloria? Quali forze vanno messe in campo per vincere la nostra gara della vita? Facciamo veramente parte omogenea, integrante e coerente di quella comunità che tanto GLORIOSAMENTE ci ha rappresentato VINCENDO SU TUTTI in quel campo di calcio che rappresenta la nostra vita?

Non sono tante domande! Non sono difficili le risposte! 

Per chi mi chiede cos'è la PNL, cosa fa la NLS Academy come azienda di formazione, ecco la risposta: dà GLI STRUMENTI per rispondere a noi stessi, per rispondere alle nostre domande! 

Possiamo abbandonare le paure per le domande difficili o scomode! Possiamo dotarci di strumenti SEMPLICI per affrontare con coraggio la consapevolezza. Possiamo costruire delle risposte sincere, efficaci e perfette per noi, perché nessuno potrà risponde con PRECISIONE alle domande che ci poniamo, nessuno eccetto NOI! 

Gli strumenti ci sono, possiamo prenderli e usarli stabilmente, come utensili fantastici per costruire il nostro successo. 

TUTTI, TUTTI, TUTTI possiamo vivere e condividere il successo, tutti! Tutti quelli che da SUBITO decidono di farlo!

Marco Repetto Coach dell'Architettura Personale.

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