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- articolo di Massimo Catalucci - 

Sabato scorso, presso la NLS Academy, a Pomezia, si è tenuto un interessante corso che aveva come tema,  “Genitori e Figli”. Nello specifico, la formatrice Antonella Poma, ha parlato dell’importanza che riveste, oggi, la comunicazione e l’interazione tra questi due attori sociali e come, purtroppo, in molti ignorino la necessità di apprendere gli assiomi della comunicazione per migliorare la qualità dello scambio dialogico tra le due figure familiari e di conseguenza, la qualità della loro relazione affettiva.

Uno dei principi posti a fondamento della teoria deduttiva fondata sulla Comunicazione, oggetto di ricerche e studi di Paul Watzlawick e del gruppo della Mental Research Institute di Palo Alto (California - USA), ci dice che, “ogni atto comunicativo, implica sempre un aspetto di ‘contenuto’ ed uno di ‘relazione’”.    

A fronte di ciò, è importante fare una riflessione su quelle volte in cui ci è capitato di sentir dire, da chi è genitore, la seguente frase: “Io e mio Marito abbiamo due Figli e con tutti e due ci siamo sempre comportati allo stesso modo; li abbiamo educati alla stessa maniera; eppure, uno è cresciuto tranquillo e non ci ha dato mai problemi, l’altro invece, è un ribelle e ci ha sempre fatto tribolare…perché accade questo?

Partiamo dalla domanda e rispondiamo subito al “perché”, può accadere ciò?

Semplicemente, perché ognuno di noi è un mondo a parte e si relaziona con tutto ciò che lo circonda: persone, cose, animali, contesti, ecc., in modo, strettamente, personale ed unico.

E già questo dovrebbe far comprendere come, la comunicazione tra genitore i figli e, prima ancora, tra ogni essere umano, non può mai essere improntata basandosi, esclusivamente, su una sola modalità di comunicazione e di relazione.

D’altra, parte, gli studi centrati sugli aspetti psicosociali, in fatto di comunicazione e dinamiche relazionali affettive, ci dicono che ogni persona riceve informazioni dall’esterno attraverso i suoi cinque sensi (vista, udito, gusto, olfatto, tatto), dopodiché, queste informazioni, passano attraverso dei filtri che sono le nostre credenze, la nostra cultura, i nostri valori e generano una specifica forma di pensiero e di azione (comportamento) che seguiremo per muoverci nel mondo.

Ognuno di noi, è prima di tutto un Essere biologico e tutti, senza approfondire l’argomento, anche se in modo personale, filtriamo la realtà che viviamo, diretta od indiretta, attraverso i nostri cinque organi di senso; un Essere sociale: all’interno di una società assumiamo specifiche caratteristiche culturali che in qualche modo ci formano e che creano dei vincoli sociali; un Essere psicologico: che ha una propria modalità specifica di pensiero conscio e inconscio e attraverso la quale crea specifici vincoli individuali che possono divergere o confermare i vincoli sociali che ci sono stati tramandati.

Ecco allora che, in un mondo dove la comunicazione, in particolare quella digitale (Dispositivi Tecnologici: PC, Tablet, Cellulari; Strumenti Multimediali: Sociale Network, Siti Web, Posta elettronica, Fax, ecc.), ha stravolto il nostro modo di Comunicare e di Relazionarci gli uni con gli altri, occorre recuperare la “genuinità” della Comunicazione e relazione in presenza fisica con l’altro

In questo caso, Antonella Poma, nel Workshop da lei condotto, ha voluto evidenziare proprio la caratteristica “umana” che, via via si è andata perdendo, ovvero l’uso (corretto) della parola in una relazione fatta di presenza fisica e non dietro un dispositivo tecnologico di ultima generazione che, sicuramente, riveste un ruolo importante nello sviluppo dell’umanità e delle frontiere che da un punto scientifico questa ha raggiunto ma, se mal utilizzato e/o troppo utilizzato, penalizza quelle peculiarità innate, che sono proprie della nostra specie umana: “la facoltà della parola e lo scambio comunicativo/relazionale affettivo.”

Rispetto a questa società, incentrata troppo sull’artificiosità di ogni cosa, quindi anche della comunicazione e delle relazioni umane, dove la veridicità dello scambio comunicativo viene meno perché filtrato da strumenti, altrettanto, artificiosi, c’è l’esigenza di rieducarci al confronto con l’altro, con la prerogativa che oggi, abbiamo molti più strumenti rispetto a ieri, inteso a qualche decennio fa, per apprendere nozioni importanti relative alla “comunicazione e alle dinamiche razionali affettive” che entrano in gioco quando interagiamo con altri nostri simili, in particolare con i nostri figli, sia da un punto di vista cognitivo che  emotivo.

Una parola detta con una specifica modalità paraverbale (tono di voce, volume, modulazione, ecc.); congiuntamente, ad una specifica modalità corporea, ovvero cosa faccio mentre pronuncio la parola (gestualità, prossemica – utilizzo dello spazio -, respirazione, sguardo, ecc.), ad un figlio, se detta con le  stesse modalità ad un altro figlio, per tutto quanto sopra, sinteticamente, già espresso, verranno, inequivocabilmente, recepite da loro in modo, strettamente, personale. A seguito di ciò, in maniera istantanea, ognuno di loro avrà due reazioni emotive diverse, a cui seguiranno, comportamenti altrettanto diversi.

Oggi, abbiamo anche meno tempo da dedicare ai nostri Figli, perché la società impone ad entrambi i genitori di lavorare a tempo pieno per sostenere le spese familiari (quando il lavoro c’è, perché laddove questo manca, altri scenari negativi si aprono nella comunicazione e relazione affettiva tra genitori e figli). Allora, ecco che, la qualità della comunicazione e delle relazioni affettive che instauriamo con i nostri figli, diventa maggiormente, importante e non possiamo permetterci di sottovalutarla se vogliamo “crescere in connessione con loro, soprattutto con le loro emozioni, che sono il nutrimento dell’inconscio.

A tal proposito, Antonella Poma, ha illustrato il progetto formativo messo a punto dal gruppo dei ricercatori e docenti della NLS Academy, che è un vero e proprio “percorso”, nel quale i Genitori avranno l’opportunità di formarsi per acquisire, tutte quelle nozioni teoriche riguardanti la Comunicazione e le Dinamiche Relazionali Affettive e metterle in pratica attraverso dei “Laboratori” che saranno organizzati a numero limitato di partecipanti, per permettere a tutti di fare le dovute esperienze ed acquisire le competenze necessarie per migliorare la qualità delle interazioni con i propri figli.

Questo percorso formativo, arricchisce, contestualmente, anche i due Genitori che troveranno giovamento da una pratica che metteranno in atto nei laboratori e che rafforzerà la qualità di comunicazione e relazione affettiva anche tra di loro, in quanto adulti che hanno generato o adottato uno o più figli, con la logica conseguenza, che la prole ne ricaverà un ulteriore beneficio.   

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